C'era una volta - Parrocchia Sacro Cuore

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C'era una volta

La Parrocchia
 
Parrocchia "Sacro Cuore di Gesù"
 

La conosci?
Da lontano sembra una grande vela che sta salpando.
Poi guardi meglio e vedi tre campane, una sotto l'altra,
e allora capisci che è un campanile. E dove c'è un campanile, c'è una chiesa e dove c'è una chiesa, c'è la gente che frequenta quella chiesa. Ora siamo tanti.
Ma nel 1992, all'inizio della nostra storia, eravamo pochissimi. Ieri eravamo come una famiglia, oggi siamo una grande famiglia allargata, una “famiglia di famiglie".         











"LA STORIA DI UNA CHIESA"............ la  nostra  chiesa..........  la nostra storia, ........
 (a cura di un gruppo di parrocchiani, AD 2015)


Ma partiamo con ordine, dal principio. Tutto, infatti ebbe inizio col vescovo diocesano mons. Diego Bona che volle creare, nei quartieri nuovi a nord di Ladispoli “oltre la ferrovia”, la terza parrocchia della città. Così col decreto del 4 ottobre 1992 essa nacque ufficialmente. Ma si sa che certe realtà non possono esistere solo sulla carta ma hanno bisogno di concretezza e persone coinvolte. Si trattava perciò di fondare una comunità. Per un primo incarico di “sondaggio” fu scelto don Eleuterio Anceschi, sacerdote dei battistini, una comunità sacerdotale, che allora guidava la parrocchia Santa Maria del Rosario. Ma don Erio, come veniva comunemente chiamato, morì precocemente per un arresto cardiaco, lasciando smarrimento e dolore. Allora fu nominato primo parroco don Pietro Cosimo Contaldo, proveniente dalla parrocchia di Furbara, egli con grande zelo e carità, soprattutto verso i poveri, si trovò a dover individuare un luogo dove celebrare le liturgie, qui ebbe l’immediata disponibilità delle suore Missionarie Figlie del Calvario le quali misero a disposizione, inizialmente la loro cappella, poi un terreno per la costruzione di un prefabbricato. Questa struttura prefabbricata divenne la prima chiesa della parrocchia accanto al garage di Aldo Piersanti che radunava i credenti della zona più a sud del territorio parrocchiale, mentre il prefabbricato presso le suore serviva primariamente la comunità del quartiere Miami.
 
Però, la sorpresa più bella fu di veder crescere la Chiesa di pietre vive, cioè dei credenti, nella carità e nella convinta partecipazione prima ancora della chiesa-edificio che pur veniva vista come un'esigenza essenziale.
 
Purtroppo come sempre non tutte le notizie che ci arrivano sono buone e positive, accadono anche fatti sconcertanti e traumatici, come la tragica scomparsa per omicidio il 30 aprile 1995 del primo parroco.  
 
Dopo la morte di don Pietro, la comunità parrocchiale visse un paio d’anni d’incertezza senza basi solide. Essa venne affidata alle cure pastorali dei sacerdoti della parrocchia santa Maria del Rosario, in particolare del vice parroco don Federico Tartaglia, che a motivo della sua giovane età trasfuse alla comunità, soprattutto dei giovani, grande entusiasmo aiutandola a superare quel brutto momento.
 
Il successivo trasferimento di don Federico lasciò di nuovo un po’ increduli e confusi molti fedeli, ma Dio vede e provvede. E dopo un tentativo fallito da parte del vescovo diocesano mons. Antonio Buoncristiani, che avrebbe voluto creare a Ladispoli una unità pastorale col coinvolgimento di tre giovani sacerdoti, si ripiegò nuovamente sul progetto di lasciare le tre parrocchie in piena autonomia. Non fu facile individuare a questo punto il nuovo parroco del Sacro Cuore. Infatti la precarietà strutturale e la comunità disorientata e arrabbiata scoraggiò almeno due candidati, infine la scelta del vescovo cadde su un suo giovane collaboratore proveniente da La Storta, don Giuseppe Colaci. L’ingresso in parrocchia di quest’ultimo avvenne in una assolata domenica d’inizio estate (era l’8 giugno 1997), aveva appena tre anni di ordinazione sacerdotale.  In breve, poco dopo il suo arrivo don Giuseppe mostrò a tutti di che pasta era fatto, prendendo in mano la situazione con fermezza e autorevolezza. Finalmente con l’aiuto di Amministratori più accorti e sensibili alle esigenze della comunità parrocchiale, si riuscì ad avere l’area sulla quale sarebbe stata costruita la struttura parrocchiale.


Dopo tanto tribolare e lunghe trattative ed estenuanti promesse, ecco il momento tanto atteso, il 16 dicembre 1998 alle ore 12,00, presso la Curia vescovile di La Storta, il vescovo mons. Antonio Buoncristiani, il parroco don Giuseppe Colaci ed il sindaco Gino Ciogli sottoscrissero la donazione del terreno alla Diocesi di Porto – Santa Rufina, per la costruzione della chiesa e strutture parrocchiali del Sacro Cuore di Gesù.
 
Con la guida del nuovo parroco si costituisce il Consiglio Pastorale, le varie commissioni che dettero un’anima alla pulsante vita della parrocchia, ma soprattutto, si gettarono le basi umane della vita comunitaria che ancora permangono.
 
Racconta un testimone: “Ci sentimmo tutti coinvolti con grande entusiasmo, chi con il compito alla santa Messa domenicale, chi di organizzare il centro di ascolto, chi di allestire ed organizzare il coro, chi di gestire l’oratorio e la pastorale giovanile, chi di assumere la responsabilità del catechismo, ecc…”.
 
Nel dicembre 1997 la parrocchia si dota di uno strumento che porti il suo pensiero a tutti, dando spazio alla discussione e alla dialettica, nasce il giornale parrocchiale “La Voce”. In quel Natale 1997 il primo numero de “La Voce” dimostrò che, ancora prima di possedere una chiesa di “mattoni”, la nostra era già una famiglia di fede. Il nostro giornale ha cominciato ad entrare nelle case del nostro territorio informando i fedeli di tutte le attività ed iniziative, delle celebrazioni sia ordinarie che straordinarie. Tutti si attivarono ad ottemperare a dei compiti prestabiliti per pianificare e sviluppare la vita della parrocchia. Nascono i primi calendari con il programma dell’anno pastorale.
 
In pochi mesi gli eventi accelerarono in favore della nuova chiesa da costruire: l’11 giugno 1999, in occasione della Festa del Sacro Cuore, ci fu la posa della prima pietra, quindi, il 17 settembre del 2000, nell'anno del Grande Giubileo dell'incarnazione, la dedicazione dell’aula di culto e l’inaugurazione di buona parte delle strutture parrocchiali. La comunità del Sacro Cuore aveva finalmente una casa dove vivere, organizzare le varie attività e celebrare le liturgie.
 
 
                      
 
Il tempo corre veloce con una molteplicità di esperienze di vita aggregativa e di preghiera… in occasione del 10° Anniversario della costruzione della parrocchia, don Giuseppe con un articolo intitolato “UNA CRONACA SEMPLICE CHE DIVENTA STORIA” sintetizza la vita fruttuosa di quegli anni scrivendo:
 
«”Nel principio di questo libro si scriva di quell'anno del Signore in cui nacque codesta chiesa e con essa una grande storia...". Così avrebbe potuto avere inizio questo libro se fosse stato composto secoli fa, e quindi narrare di una storia blasonata, ricca di tappe importanti... Ma, è la nostra semplice storia che dura da poco più di un decennio, eppure è la vita di una Comunità parrocchiale che, tra alti e bassi, si affida ancora alla misericordia di Dio e al Cuore infinito di Cristo, suo Santissimo Patrono… Così confermo quanto sia stupefacente la consa­pevolezza che attraverso una normale cronaca di vita cristiana, com­posta da esperienze e situazioni personali, si stiano ponendo le basi per ciò che sarà, e magari tra qualche altro decennio qualche zelante narratore potrà raccontare come storia.
 
Perciò, frammenti di esperienze composte, al momento, di piccole cose: di incontri, di sorrisi, di abbracci, di gioia e amicizia, ma anche di diffi­coltà, di delusioni, di contrasti e povertà umane, di dolore, di spe­ranze… in poche parole, una vita quotidiana fatta di esseri umani. Una storia però che, senza presunzione, si può dire "grande" per fede, poi­ché illuminata dalla presenza continua del Signore Onnipotente. Qui si costruisce la storia di Dio incarnata nella nostra storia, tanto che di­viene "Storia della salvezza"»(Don Giuseppe Colaci, Parroco del “Sacro Cuore di Gesù” in Ladispoli dall’8 giugno 1997).
 
 
           Una storia salvifica fatta anche di fatica e di croci, e così è accaduto...
 
In ogni modo, la struttura parrocchiale, grazie a Dio, c'è e la viviamo da quindici anni ed è grazie ad essa, alla sua chiara visibilità, che i quartieri "oltre la ferrovia" hanno acquistato un'identità ben precisa. Ed è sempre grazie al suo essere centro propulsore di vita comunitaria, testimonianza e annuncio evangelico che il contesto urbano di sua pertinenza ha assunto uno spessore familiare scongiurando l'anoni­mato spersonalizzante dei "quartieri dormitorio". Da questi presupposti scaturiscono due atteggiamenti: il senso di stu­pore e gratitudine alla Provvidenza divina che ci guida e l'impegno a continuare a lavorare con entusiasmo senza fermarsi compiaciuti su quanto realizzato.
 
Il nostro cammino continua, sempre con il nostro parroco alla guida del timone, illuminato dalle tante iniziative che propone alla comunità nell’intento di farla crescere sempre più.
 




          Gli spazi della nostra parrocchia si arricchiscono ancora con l’area, concessa dall’Amministrazione comunale, in data 11 marzo 2009, dove far vivere meglio le attività esterne, a partire dai ragazzi dell’oratorio. Viene costruito un campo di calcetto,
uno di pallavolo, viene eretta una tettoia utile per le attività e vengono sistemate quattordici panchine in cemento per l’aggregazione delle persone.

Sull’area della parrocchia si svolgono varie attività, come le feste del ciao, di apertura dell’anno pastorale e catechistico; oppure le feste patronali del Sacro Cuore di Gesù, ma anche i GREST e le attività della pastorale giovanile, ecc…
 
   

      Ora che le strutture interne ed esterne sono complete, rimane lo stupore di vedere come la crescita della comunità non sia mai completa, anzi, rimane a livello di cantiere permanente. Con un lavoro mai compiuto del tutto su se stessi e sui rapporti fraterni…
                                                     


Esso, forse, si compirà solo in Cielo.
 
 
 
 
 
 
 




    



Per  un approfondimento di  questi  anni  di vita   parrocchiale si possono consultare i due sussidi:
"Storia di una chiesa", pubblicato nel settembre 2000, in occasione dell’inaugurazione del complesso parrocchiale e il fascicolo per il decimo anniversario della chiesa.  
 
 
 
 





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