Meditazioni 2020 Incontro Parola - Parrocchia Sacro Cuore

Vai ai contenuti

Meditazioni 2020 Incontro Parola

INCONTRO PAROLA
meditazione
di don Gianni Righetti

COMUNICA LIBERTA'

Ci sono 2 movimenti. Il primo è esodale: il  seminatore 'uscì', dalla casa alla barca, la barca nel mare che è il  mondo, non si va da nessuna parte se si resta chiusi. L'altro movimento è  centripeto: si 'raccolsero', intorno a lui. C'è un'azione costruttiva,  che riesce ad assemblare nella misura in cui tutto è intorno ad una  parola. E questo è buono, perchè in giro c'è dispersione, il seme  prezioso finisce su terreni diversi e tre su quattro l'esito non è buono.
Qual è la soluzione del Maestro all'enigma del male che vince al posto  del bene? 'Parlò' loro. Gesù dà una Parola, racconta una storia, in  fondo si dice, esprime un senso con cui narrare quel che accade. Le  parabole sono generative, offrono vita. Qual'è la sua? Morte e  risurrezione. E se dovessi dare parabola di me, o di questo tempo, quale  arco potrei descrivere come orizzonte?
Protagonista della parabola  di Gesù è il seme, ossia qualcosa che è all'inizio, che non è ancora  concluso. A Gesù non interessa l'esito, come a noi sempre preoccupati  dal timore che vada male, lui non sceglie il terreno su cui, il seme va  ndo cojo cojo. Ma se il Maestro indica lo statu nascenti, la situazione  iniziatica, e non insiste su qualcosa che debba per forza essere già  raggiunto, significa allora che il seme non viene inutilmente. E che i  lavori sono in corso, è una situazione evolutiva e non statica, quella  del seme che pure pare già fermo.
Come suggerisce l'apostolo, la  creazione geme le doglie del parto, dovremmo essere non solo fratelli ma  'madri' di Gesù, cuori non aridi o spinosi ma generativi della speranza  che viene da lui. potremmo imparare soprattutto a guardare oltre, non  fermandoci solo a dove è il seme oggi, sepolto nel nulla della nostra  vita, ma dove potrebbe essere domani, più in là.


INCONTRO PAROLA
meditazione
di don Gianni Righetti

TRA PASSATO E FUTURO

La parabola dice che c'è una speranza,  può esserci un male se pure c'è un bene e crescendo 'insieme', alla fine  l'uno sarà riscattato dall'altro. Se dunque c'è male, non è solo a  perdere. E' il puntino nero, che ci impedisce di vedere la parete  bianca?
Provo a fare i conti così con una storia, quella della fede.  Quando penso a lui, non posso non riconoscere che è stato importante.  Ma ora ci sono molti altri cui rivolgersi, passa il tempo e faccio  fatica a tornare in sintonia. Abbiamo fatto un ritiro, m'ero convertito, eventi che donano passione, poi però la vita riprende.
Lui però è presente ancora, il regno di dio 'è' in mezzo a voi. E se è  vero che nella vita tutto si gioca sull'esserci, nella fede è essenziale  la 'memoria', come attualizzazione più che come nostalgia. Lui assume  la sfida delle perle preziose, sa che l'essenziale è più di quel che  appare, ed educa a ri-volgersi, la scelta in un'attenzione.
C'è tutto il tempo, per riuscire a distinguere.
Grano e zizzania insieme. Non devo sentirmi imputato, se pure si  evidenzia il limite; non è a costringermi, ma ad indicarmi la strada. La  nostra 'crescita' non è figlia dell'ansia da aspettativa, cui dover  corrispondere, ma della passione, di Uno che c'è.
INCONTRO PAROLA
meditazione
di don Gianni Righetti

FAME DI (parole di vangelo)


Mi ha toccato, il fatto che la  vita dell'uno non sia uguale a quella dell'altro. Che nell'emergenza  covid, ci sia stato chi s'è trovato a decidere per te, se potevi  accedere o no alle terapie.
Partecipi di una vita fragile, questo  ci siamo trovati ad essere. Con la fame di, come suggerisce il Vangelo  di queste domeniche (grano, lievito..). Pure ora, gente che cerca di non  abbandonare quello spirito coraggioso con cui abbiamo reagito affamati  di fiducia, in cerca dei segni di un Dio  che ha promesso di esserci (Io sono colui che ci sono), che anche oggi  ci fa fare pasqua, ci fa andare avanti. Anche se c'è la zizzania, la  povertà.
Chiamati ad un oltre ('là mi vedranno'), la nostra nuova  frontiera è essere capaci di quel poco di pasta che abbiamo, ma  mescolato con il lievito di una speranza. sopporti pure la sofferenza  del momento, se sai che è possibile attraversare verso un esito. La vita  domani sarà, questo è il nostro compito, quel lievito che oggi mettiamo  nel nostro niente, per credere che può essere altro. Saremo quel che  proviamo a credere ora.
Come dopo un infarto, questo tempo ci è dato  quale chance ulteriore: the second life, per poter ri-cominciare, per  non fermarci. con tutto lo spirito con cui vivi ogni prima volta di  nuovo, ciascun istante prezioso perchè non scontato.
Torna ai contenuti