Lectio Divina 2021 - Parrocchia Sacro Cuore

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Lectio Divina 2021

 
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Anno 2020/2021

 
Introduzione alla Lectio Divina
 
I SALMI: SCUOLA DI PREGHIERA

 
Sembrerebbe banale fare una lectio sui Salmi invece, il libro del Salterio, è uno dei più completi e complicati libri della Bibbia perché non si limita a trattare un argomento attraverso la voce di Dio, es. esilio – tradimento…, ma tocca ogni argomento che riguarda l’uomo non solo con le più alte parole di Dio ma anche con le più basse parole umane.
Un testo scritto, soprattutto se è antico e culturalmente distante, non è mai immediatamente trasparente, si offre e si nasconde, si dona e si trattiene.
 
Nonostante nella chiesa sia una prassi leggere i Salmi, le difficoltà non sono lievi. Abbiamo la difficoltà del linguaggio così lontano dalla nostra cultura. Sono preghiere nate più di 2500 anni fa in un ambiente semitico e, questo popolo, non astrae, parla attraverso i simboli e dobbiamo avere una capacità poetica per capirlo.
 
- Abbiamo difficoltà su quei sentimenti ed atteggiamenti spirituali che sembrano essere in contrasto con lo spirito cristiano (odio, vendetta, i salmi imprecatori).
 
Ma dobbiamo stare attenti a non purificare i Salmi dalla loro rudezza o spiritualizzarli nella immediatezza delle scene che evocano perché si penalizzerebbe la loro umanità.
 
La prima Parola con cui Dio ci cerca la ritroviamo in Gen.3,9 “Adamo dove sei?” poi Is.40,27 aggiunge “il Signore si interessa a te, Israele”.
L’uomo non può eludere la voce che lo chiama, che lo pone di fronte alla sua coscienza così come Dio non può eludere la voce dell’uomo che lo invoca di fronte all’ingiustizia o si ribella di fronte al suo silenzio o, ancora, pone domande e chiede spiegazioni su ciò che non comprende.
I Salmi, quindi, ci danno una chiave per accedere a Dio.
Rabbì Eleazar insegnava: “l’uomo non conosce l’ordine esatto dei Salmi (Gb.28,13) perché se ci fossero stati dati in un ordine preciso chiunque, leggendoli, potrebbe far risorgere i morti e compiere altri prodigi. Per questo l’ordine dei Salmi ci rimane nascosto ed è manifesto solo al Santo, sia benedetto, che ha detto: “chi come me può leggerli, proclamarli e metterli in ordine?” (Is.44,7)”.
 
E’ una preghiera inventata da Dio e che a Lui ritorna unendo il Suo ed il nostro cuore. “Solo Dio parla bene di Dio” (Pascal).
 
In ebraico salmo si dice “Thillin” che significa “lode” mentre in greco vengono detti “Salmoi” o “psalterion” che indicava uno strumento a corda, come l’arpa o la cetra, che accompagnava il canto; da qui il nome di “Salterio” dato alla raccolta delle preghiere scaturite dal cuore della comunità di Israele.
 
Mille anni prima di Cristo erano tutti cantati (il più antico sembra sia il 29), poi sono stati tramandati oralmente e infine messi per iscritto: la raccolta finale è datata 200/150 A.C.
 
La tradizione rabbinica dice che, come Mosè scrisse il Pentateuco, espressione somma della Parola-azione di Dio, Davide scrisse il Salterio in 5 libri, la risposta più alta del fedele al suo Signore.
Nella tradizione cristiana diciamo che Davide canta Cristo e Cristo canta sé stesso attraverso Davide.
 
I 5 libri del Salterio sono un tempio di Parole nel Tempio di pietre di Dio, un autentico cammino spirituale che va dalle tenebre alla luce, dal dolore alla lode.
Le 5 parti in cui è diviso il Salterio sono molto precise: dal Salmo 1 al 41; dal 42 al 72; dal 73 all’89; dal 90 al 106 e dal 107 al 150. Ogni Salmo di chiusura di ciascuna parte finisce con un Amen o con un Alleluja.
 
Una cosa che salta agli occhi a chi legge i salmi è che dal 9 al148 la numerazione si sdoppia. Questo è dovuto alla differenza tra il testo ebraico detto Masoretico (TM) e il testo greco detto dei (LXX), alcuni Salmi vengono sdoppiati o riuniti a seconda delle traduzioni. Noi seguiamo la numerazione dei LXX.
 
I Salmi 1-2 e 146-150 formano come una copertina che racchiude tutto il Salterio.
 
Se dovessimo parlare dei generi letterari dei Salmi dovremmo parlare di tutti i generi letterari esistenti sulla Bibbia, sentiamo cosa dice S.Ambrogio:
“Tutta la scrittura divina spira la bontà di Dio, tuttavia lo fa più di tutto il dolce libro dei Salmi.
 
La storia ammaestra, la legge istruisce, la profezia predice, la correzione castiga, la buona condotta persuade ma nel libro dei Salmi vi è come una sintesi di tutto, una medicina dell’umana salvezza. Chiunque legge trova di che curare le ferite delle proprie passioni; chiunque voglia lottare guardi quanto si dice nei Salmi per giungere più facilmente alla corona del premio.
 
Che cosa di più dolce di un Salmo? “Lodate il Signore; è bello cantare al nostro Dio, dolce è lodarlo come a Lui conviene” (Sal.147). il Salmo è benedizione per i fedeli, lode a Dio, inno del popolo, plauso di tutti, parola universale, voce della Chiesa, professione e canto di fede, espressione di autentica devozione, gioia di libertà, grido di giubilo, suono di letizia. Mitiga l’ira, libera dalle sollecitudini, solleva dalla mestizia. È protezione nella notte e istruzione nel giorno; scudo nel timore e festa nella santità; immagine di tranquillità e pegno di pace e di concordia che, a modo di cetra, da voci molteplici e differenti, ricava un’unica melodia. Il Salmo canta il sorgere del giorno e ne fa risuonare il tramonto, il gusto gareggia con l’istruzione. Che cos’è che non trovi quando leggi i Salmi?”
 
 
Salmi preghiera di vita
 
Mentre noi cerchiamo di interpretare i salmi sono essi stessi a interpretarci potenziando la nostra vita umana e cristiana, accompagnandola come amici fedeli ma sempre lasciando aperte numerosi questioni.
 
Lutero diceva: “con una semplice lettura occasionale queste preghiere sono, per noi, troppo forti ed è facile rivolgersi a nutrimenti più semplici, ma chi ha cominciato a pregare col Salterio, in modo serio e regolare, abbandonerà presto le altre piccole, facili e pie preghiere e dirà :non certo in questo vi è la forza, il vigore, la violenza e il fuoco che trovo nel Salterio. Queste piccole preghiere sono troppo povere e prive di sentimento; acqua in confronto a vino generoso”.
 
- Per preghiera si intende la ricerca e il desiderio del senso della vita, una vita nella quale siamo chiamati ad
innestarci a trapiantarci (Sal.1,3), con una preghiera di cui Paolo dice: “non sappiamo come pregare in modo  conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili e colui che scruta i cuori conosce il desiderio  dello Spirito” (Rm.8,26-27).
 
- Un libro che dà vita perché ha molto vissuto nei suoi autori e lettori e continua a vivere e vivrà nei suoi lettori i  quali, nell’aprirlo e ripercorrerlo, lo ricreano nelle loro vite.

 
I Salmi non si possono leggere “semplicemente” perché in essi parla contemporaneamente il popolo ebraico, Cristo, la Chiesa, il cristiano e l’uomo per portarli all’appuntamento con l’eternità.
 

Salmi libro del popolo ebraico
 
Attraverso le parole del rabbino (all’inizio) abbiamo già detto di come i Salmi siano una preghiera di Israele. Ricordiamo ancora che nell’A.T., il popolo di Dio, va sempre in cordata per cui tantissimi Salmi che iniziano con “io” finiscono con un “noi”.
Gli Ebrei sostengono di nascere con questi 150 salmi nelle viscere; 150 itinerari tra morte e vita; 150 specchi delle nostre rivolte e fedeltà, agonie e risurrezioni.
 
Salmi libro di Cristo
 
Il patriarca Athenagoras affermava che, ai Padri della Chiesa che avevano meditato così tanto sui Salmi, era sfuggito qualcosa: l’umanità semplice di Gesù che pregava i Salmi.
1/3 delle citazioni del N.T. sono prese dai Salmi, soprattutto li troviamo nelle ultime ore della Passione di Cristo. Bonhoeffer dice: “alla Parola di Dio non appartiene solo la parola che Egli ha da dirci, ma anche quella che vuole ascoltare da noi, perché questa è quella del suo amato Figlio”.
 
Salmi libro della Chiesa
 
I Salmi sono il canto della sposa al suo Sposo. Non se ne sono fatti altri perché la Chiesa li trova adatti alla fede che professa. I Salmi sono un dogma e come tale ispirati dallo Spirito Santo.
Non li troviamo soltanto nella liturgia eucaristica ma anche nella liturgia delle ore, prassi che si ritrova al tempo di Cristo e, come ci mostra il N.T., prassi dei primi cristiani. Paolo (Ef5,19 e Col.3,16) “ammaestratevi a vicenda con ogni sapienza, cantando a Dio di cuore, con gratitudine, salmi, inni e cantici spirituali”. In At.4, quando c’erano venti di persecuzione, si pregava con il Sal.2 applicandolo al vissuto del momento e, la Chiesa, con il passare dei secoli, ha continuato la prassi della chiesa primitiva.
Dobbiamo fare una annotazione: in ebraico il termine Dio si trasduce con Jhwh ma questo termine, nella traduzione dei LXX è Kirios che significa Signore; nel N.T. il Kirios designa Cristo Risorto quindi, i primi cristiani traducevano Jhwh con Cristo e quindi tutti i Salmi che contenevano il nome di Jhwh sono stati riletti, dai cristiani, con il nome di Cristo.
Abbiamo così una doppia lettura cristiana: una dall’Alto, Cristo Figlio di Dio, ed una dal basso dove il povero che piange, o chiede perdono è ancora visto come il Cristo che intercede. (Padri della Chiesa). Questo vuol dire leggere Cristo nei Salmi e i Salmi in Cristo.
 

Salmi libro del Cristiano
 
Prima di tutto il cristiano che prega con i Salmi deve avere la consapevolezza della propria identità, di essere Chiesa, e che quindi non sta pregando solo per sé stesso ma è anche lui in cordata. Il cristiano, però, pur mantenendo il senso originale dei salmi, li vede sotto la luce dello Spirito. Se i Salmi nell’A.T. erano la risposta del popolo al suo Dio, nel N.T. diventano la risposta dei credenti al supremo gesto del Padre per la salvezza; non più la risposta ad una liberazione dall’esilio ma la risposta alla liberazione dal male avvenuta nel dono di Cristo al mondo.
 

Salmi libro dell’uomo
 
Nei Salmi l’uomo loda Dio con tutto il suo corpo: “ungi di olio il mio capo; a Te levo i miei occhi; la mia bocca esprime la lode del Signore; sono stremato dal mio gridare; la mia gola è riarsa;il mio cuore e la mia carne esultano nel Dio vivente; addestra le mie mani alla battaglia; il mio piede sta saldo sulla retta via; tutte le mie ossa diranno: Signore chi è come te,,,” e con tutta la sua anima perché non c’e sentimento umano, positivo o negativo, che non sia rappresentato.
Ogni essere umano può riconoscersi nei Salmi: giovane, anziano, peccatore, malato, con la fede o senza fede, mentre lavora o riposa, in casa, per via, al tempio, nella gioia o nell’angoscia…è l’unico libro che ci fa sentire pienamente a casa.
 

Salmi libro di preghiera
 
I Salmi sono una espressione della vita in tutta la sua gamma, una scuola di preghiera per pregare nel modo giusto.
 
I Salmi sgorgano dalla vita, dal concreto, dal quotidiano e mostrano la bravura di Dio e il limite dell’uomo, ma di un uomo che è in grado di dare del “TU” a Dio.
Per noi, oggi, Dio c’è ma non c’entra, è là in alto, mentre invece Dio scrive su tutti i miei giorni, vuole intimità. I Salmi devono diventare il racconto della nostra vita, un punto di riferimento.
 
Viviamo in un tempo in cui trionfa il soggettivismo, lo spontaneismo e si mette sempre al primo posto il proprio io.
C’è diversità tra essere spontanei ed essere sinceri e non è detto che le due cose coincidano. Una mamma che dopo una dura giornata di lavoro deve ancora fare tutto per la sua famiglia non è spontanea ma è sincera perché lo fa per amore.
La preghiera Cristiana deve essere di ascolto e di accoglienza anche se spesso è fatica, non deve esserci la spontaneità, perché allora si può rimandare sempre, ma deve esserci la sincerità perché deve esserci l’amore: Frassar dice: “pregare è esaudire Dio”.
I Salmi ci insegnano ad uscire da noi stessi per farci un’anima universale che abbraccia millenni e ognuno di noi può camminare nella sua via facendo azioni di giustizia ma invocando, anche con veemenza, la giustizia calpestata.
Non c’è mai solitudine per chi canta i Salmi.
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