Galleria EV 003 - Parrocchia Sacro Cuore

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INCONTRO ECUMENICO

Venerdì 23 gennaio 2015 si è svolto, nella Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù, con una gran bella partecipazione di fedeli, italiani e stranieri, il consueto incontro ecumenico, che ogni anno segna il culmine dell’ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani.  Con la comunità del Sacro Cuore si sono ritrovati altri fratelli cattolici romeni e nigeriani, insieme ai cristiani ortodossi romeni presenti a Ladispoli.
L’incontro e stato presieduto dal Parroco don Giuseppe Colaci, con la presenza di altri otto sacerdoti appartenenti a vario titolo alle comunità cristiane della città. È intervenuto anche il delegato per i rapporti religiosi del Comune di Ladispoli Mario Bonocore.
La liturgia ecumenica si è svolta in diversi momenti celebrativi: dopo un’introduzione i sacerdoti entrando in chiesa hanno versato ciascuno una brocca d’acqua nel catino che rappresentava simbolicamente il pozzo della samaritana, aprendo così al tema della serata: “Dammi un po’ d’acqua da bere” (Gv 4,7). L’acqua versata insieme ha significato l’unità dei battezzati, che è reale, sebbene ancora incompleta. Dopo il rito penitenziale e l’ascolto del capitolo 4 del vangelo di Giovanni, c’è stata una meditazione condivisa con il contributo di quattro concelebranti; P.Lucian Birzu, don George Woodall, don Italo Colombini e don Giuseppe. Prendendo il medesimo tema da varie angolature, essi hanno messo in risalto l’importanza del battesimo e dell’acqua viva dello Spirito Santo che Gesù dona ai suoi discepoli per essergli testimoni credibili nel cammino verso l’unità, anche in questo tempo pieno di difficoltà e di paure.Un’unità resa necessaria, oltre tutto, dall’opposizione frontale alle Chiese del mondo miscredente e senza Dio.
A seguire il rinnovo delle promesse battesimali, la benedizione dell’acqua e la processione ad attingere all’acqua per tracciare ognuno su di sé il segno di croce, in ricordo del battesimo e mangiando un pezzo del pane portato in segno di fraternità dalla comunità ortodossa. Tale pane posto davanti all’ambone voleva significare “il pane buono della Parola che invita tutti sempre alla conversione”, quindi lepreghiere d’intercessione, intervallate dal canto assembleare: “Manda il tuo Spirito, Signore a rinnovare la terra”. Ciò per  chiedere a Dio di insegnarci la carità, l’ospitalità, l’unità, la pace, la sapienza per ascoltare la voce di Gesù che ci chiama all’unità nella diversità e  l’acqua viva per la costruzione di un mondo tollerante e non violento.
Infine, mentre la comunità cantava, “ Questo è il mio comandamento che vi amiate come io ho amato voi”: alcuni giovani della parrocchia hanno presentato quattro offerte simboliche, introdotte da una bella spiegazione, qui riportata integralmente:
La luce è l’immagine più autentica di Cristo “luce del mondo”, preghiamo perché alla sua luce tutti ci impegnano a far risplendere la luce della fraternità e della comunione.
I fiori esprimono la bellezza “che salverà il mondo”, perché tutti detestiamo le brutture dell’odio e della violenza e scegliamo il bello, quale rimando a Dio somma bellezza. La terra per esprimere l’impegno comune a custodire il nostro pianeta, quale dono straordinario del Creatore, perché benedica la convivenza pacifica del genere umano. La Bibbia che contiene la Parola di salvezza, perché in tutte le Chiese cristiane sia nutrimento continuo per la conversione all’umiltà e all’accoglienza nella diversità.
A terminare, dopo la preghiera del Padre Nostro, tutti i sacerdoti presenti hanno invocato la benedizione e hanno introdotto lo scambio di pace. È stata senz’altro una bella serata di fraternità, evidenziata dai segni rituali, dai gesti dei partecipanti, dal canto corale in italiano e romeno… dal cuore lieto per l’essersi ritrovati nel nome del Signore.
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