Meditazioni 2021 Parola Vangelo - Parrocchia Sacro Cuore

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Meditazioni 2021 Parola Vangelo


PAROLA DI VANGELO ANNO 2021
 
Meditazione del 31 Marzo
 
di don Gianni Righetti

 
 
DEDIZIONE (parola di vangelo)

 
 
Dice papa Francesco che quando le cose vanno bene e puoi vincere facile, non occorre togliere la maschera e te la cavi con mezze verità senza dover davvero dire te stesso. ma quando sei messo alla prova, devi tirar fuori il meglio di te, togliere la maschera e decidere cosa vuoi fare. Coraggio dunque, anche se adesso siamo nel pieno della terza ondata, questa estate potremo andare al mare senza mascherina, senza costume già è successo.
 
La prova di Gesù si chiama Passione, la sua Croce è il segno di un amore che non viene meno, che risponde al male col dono. Il vangelo di Marco incornicia il racconto degli ultimi giorni (2 capitoli su 16) con 2 contorni particolari. Il primo sono le donne: una ad una cena Gli lava i piedi e la casa dell'uomo si riempie del profumo di un amore riconosciuto. Alla fine poi alcune donne ancora, 'osservavano da lontano', saranno le prime testimoni del Risorto. Coraggio dunque donne, questa pandemia per vedere futuro ha bisogno di voi, di un grembo generativo di vita non depresso da ansia. Voi sole potete dirci la Pasqua.
 
La seconda cornice è intorno all'identità di Gesù. Chi è, colui che dice di essere il figlio dell'Uomo? Chi è per me? All'inizio del processo a Lui, il sommo sacerdote Gli chiede conto proprio della sua identità, di indicare se stesso come figlio di Dio. Alla fine il centurione dirà proprio questo di Lui, vedendo nella sua morte come dava la vita. Paradossalmente il mistero di Lui si afferma in parallelo con un'altra figura, che è proprio chiamata bar (figlio) di abbà (padre). In Lui, anche il brigante diviene figlio.
 
Al centro delle 2 cornici, per dieci volte si ripete la stessa parola-azione: si consegnò. Diede la sua vita, fece di Sè un'offerta. E' ripetuto pure in negativo, quando lo accusano di salvare gli altri, ma non essere capace di salvare se stesso. Non hanno compreso, che non è possibile dare vita a qualcuno, se non sacrificando se stessi. E che chi pensa a sè, non fa vivere gli altri.
 
Di questo facciamo memoria (l'Eucaristia questo è, attualizzazione di una salvezza ricevuta), per non dimenticare nei momenti difficili, che come Gesù entra in Gerusalemme, così anche noi veniamo raggiunti dal Suo amore oltre ogni limite.
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PAROLA DI VANGELO
Meditazione
di don Gianni Righetti

24 Marzo 2021


SMART SPACE (parola di vangelo)

La salvezza è una questione di spazi. 'Quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me', diceva Gesù nel vangelo di domenica. Tutto accade perchè siamo guardati, è questo che ci fa essere riconosciuti. 'Qua dove tutto è iniziato', ha scritto qualcuno sul lungomare della città: potremmo dirlo della Croce, là ha cominciato a muoversi la chiesa 'in uscita'.
 
Oggi facciamo memoria dei martiri missionari, uomini e donne andati fuori proprio “nel nome del padre del figlio e dello spirito”. Non c'è solo padre Paolo Dall'Oglio, scomparso in Siria; senza andare lontano, c'è pure padre Michael Kayal, armeno di Aleppo di cui nessuno sa nulla e non sai se pregarlo tra i vivi o i defunti. Ma quel che ci interessa è che la vita è fuori, non basta più il chiuso delle nostre liturgie. Noi pensavamo che bastasse fare gruppi e attività, ma la gente sta altrove ormai: in casa, in ufficio; non più nelle chiese, nemmeno nelle piazze.
 
Domandarono a Gesù: dove dimori? Penso agli spazi della mia interiorità, come sono stati abitati da timori invece che da beatitudini. E immagino come ci sta cambiando lo smart working, quanti palazzi riconvertiti se non più riempiti di uffici. E come la gente potrà vivere di altro, se non dovrà più ridursi solo alle competizioni dell'ufficio accanto.
 
Esiste un orizzonte là fuori, e te hai compreso che il tuo destino non è mai dentro, al chiuso degli altrui recinti. Non ti giudico, non lo faccio se solo penso alle mie finitudini. Ma se non abbiamo molto altro da dirci, non escludo che in uscita i nostri percorsi possano ancora intrecciarsi, perchè anch'io mi sono rimesso in cammino, credente perchè alla ricerca, e magari ti dico e ti dirò come usa tra gli esploratori: buona strada.
 

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PAROLA DI VANGELO ANNO 2021
Meditazione
di don Gianni Righetti

CHI CREDE, HA LA VITA ETERNA (Parola di Vangelo)
 
Comunicazione a genitori e catechisti.

 
 
La fiducia fa vivere, garantisce continuità. Questo dice il Maestro dei credenti, e vale soprattutto oggi che crediamo meno.
 
La zona rossa ci restringe di nuovo alla catechesi online, proprio a ridosso delle Prime comunioni. Forse è per dirci che la comunicazione della fede non è tanto trasmissione di una dottrina, che non abbiamo tempo e modo di approfondire; ma è soprattutto adesione allo spirito di una compagnia di credenti.
 
Confido cioè nel fatto che comprendiate che quest'anno non c'è maniera di dire ai ragazzi 'credi'. L'unica cosa che ci rimane da fare è credere noi, e loro se ne accorgono. La nostra proposta formativa quest'anno è tutta e solo nella responsabilità dei genitori, è in casa che ancora possiamo trasmettere fiducia.
 
Approfittate delle occasioni che ci restano, per donare ai figli messaggi positivi, abbiamo bisogno di ottimismo dei pensieri e dei destini, non di questo virus ammorbante di notizie depressive. Più che l'ansia di quel che sarà, possiamo condividere l'abbandono in Qualcuno. La fede è credere che Dio c'è, non vivere il lutto perchè non siamo più capaci di controllare tutto.
 
In una situazione fluida, dove nemmeno più i vaccini funzionano come dovevano, dire cosa faremo domani è rischiare di essere smentiti subito dopo. Meglio tenersi pronti, suscettibili di modifica nel giro di poco tempo, anche se si era pianificato diverso. Dunque le Comunioni ad aprile si faranno, fino a prova contraria, come peraltro quasi tutti hanno indicato; e chi non le vuole allora è libero di rinviare, ma dopo tutto il resto già calendarizzato a maggio e giugno, dunque d'estate. suggeriremo opzioni dopo Pasqua, se sarà necessario e sulla base dei flussi del virus.
 
Guardiamo tutti alla Pasqua come alla Vita nuova, all'opportunità di risurrezioni che sempre Dio e questa vita ci donano, perchè possiamo risollevarci da ogni caduta, e dopo la notte vedere la Luce. Sono a disposizione per ogni considerazione particolare.
 
 

don Gianni
 
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PAROLA DI VANGELO ANNO 2021
Meditazione
di don Gianni Righetti


DOVE STATE (parola di vangelo)



Parlava del corpo come Tempio, così narra l'evangelista Giovanni. Così il Vangelo di domenica 7 apre una riflessione su 2 questioni: la prima è che il luogo dell'INCONTRO col Dio mistero non sono più 4 mura ma la nostra stessa umanità, quando è stata assunta nell'incarnazione da Colui che è venuto in mezzo a noi. La seconda è che Lui è venuto perchè noi di-veniamo, Tempio noi e non più questo monte o l'altro, l'uomo davvero IMAGO Dei, la corporeità dei Suoi come carne-realtà di un nuovo modo di essere con.
Sul Tempio, ovvero sulla vita come pellegrinaggio verso, ci interessa proprio il movimento di adesione a. Già da tempo la Parrocchia non è più il CENTRO del villaggio, il luogo di convergenza un po come la piazza del paese. Ma dal covid in poi, un anno fa esattamente oggi, stanno cambiando in modo sottile le abitudini di PRESENZA rispetto alla casa parrocchiale e alle assemblee liturgiche stesse. Non solo il fatto che in quarantena non si poteva venire (abbiamo sempre tenuto aperto), e che poi ora i posti sono contingentati, o la paura di chi non è ancora tornato a Messa (ma al centro commerciale si).
Quel che osserviamo è piuttosto il fatto che la gente oggi decide da sè quando andare in chiesa, come espressione di una volontà individuale non più come condivisione di una alleanza-relazione adesiva. Nemmeno te lo dicono, stanno a casa e basta, la fede come un fatto privato non comunitario, non un incontro; ma una cosa discrezionale e pure parziale, magari ti dicono io questo no, faccio solo quest'altro. Confini unilaterali che decidi te non INSIEME, non dentro un ragionamento. Come dire: mi coinvolgo quanto voglio, non m'importa di te dell'altro.
Interessa perchè ri-disegna la mappa del coinvolgimento personale alla chiesa: domani ci sarà chi dice meglio l'incontro online, perchè dover uscire, proprio quando papa Francesco recupera la tensione missionaria: il seminatore USCI. Ed in ogni caso la parrocchia non sarà più centro, dunque ci saranno altri BARICENTRI su cui ci ri-posizioniamo, molto più parziali. BELLO invece il gesto della Comunione dove non sei più in fila per andare al tempio, ma è Gesù EUCARISTIA che viene a te, tra i banchi in mezzo a tutti, a portarti la Vita se vuoi. Dio in cammino, non fermo.
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PAROLA DI VANGELO ANNO 2021
Meditazione
di don Gianni Righetti


COSA CI ATTENDE (parola di vangelo)

Che non sia più come prima, te ne accorgi anche se non si dice più. Allora cominci a chiederti la ragione, e cerchi di mantenere la continuità di quel che è prezioso che resti. Ma forse dovresti lasciar andare, e preparare l'oltre. Stare con le fiere come nel deserto, impararre a convivere. Diceva il papa: avviare processi, non solo occupare spazi. Essere curioso delle FORME nuove che può assumere la vita, seguire le Trasfigurazioni che avvengono magari piano. Non avversare, non fuggire. Voi siete morti, dice l'apostolo, e la vostra vita è NASCOSTA con Cristo. E' questa vita nascosta, che va manifestata, va fatta emergere. Ci attende L'AMORE, non altro.
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PAROLA DI VANGELO ANNO 2021
Meditazione
di don Gianni Righetti

DVD - diluvio vita deserto (parola di vangelo)

Il diluvio è il rischio di essere sommersi dal male, travolti dagli tsunami della storia. Che sia stato l'esondazione dei fiumi della piana babilonese, o lo scioglimento dei ghiacci già allora, è stato un evento pericoloso. Non per nulla in Genesi, la prima cosa che fa Dio, è separare le acque che sono nel cielo da quelle sopra la terra, per dare un po di base solida al vivere dell'uomo, perchè non debba solo camminare sulla fluidità di un mondo senza sostegni cui aggrapparti. Se dovessi affondare con la barca, cosa vorresti tenere vicino per poter trovare salvezza?
Ma l'uomo non naufragherà nel mare, Dio lo promette esprimendo questa intenzione col segno dell'arco: non più strumento di divisione ma ponte tra cielo e terra. E' così che l'acqua diventa non più minaccia ma salvezza, e nel Battesimo immergersi è sinonimo di liberazione delle 'anime prigioniere' che stanno negli inferi delle schiavitù. In Gesù non siamo più dipendenti dagli idoli, ma come persone possiamo riemergere a vita nuova.
Così fa anche il Maestro, e proprio dal fiume Giordano viene 'sospinto' dallo Spirito nel deserto per essere provato. Se è Dio a spingerci in questa storia povera di riferimenti che è la nostra vita feriale, allora forse possiamo restarci. 'Rimase' nel deserto, non lo fuggi, 40 giorni ossia tutta la vita. Dio dunque sceglie questo nostro niente, dove c'è il nulla, e ne fa comunque il set dove è possibile riconoscere un A-altro, una Presenza. Luogo ambiguo dove puoi perderti nella tentazione, e pure luogo dove Lui ti conduce per sedurti e parlare al tuo cuore, nell'intimo.
Cos'è la tentazione? E' poter scegliere tra amori diversi, perchè la vita è scegliere. ed occorre imparare a 'stare' con le fiere come Gesù, ossia mettersi dinanzi alle parti oscure della vita, accettare che ci siano e che la vita non sia immune come vorremmo, farne un'arca ossia credere che è attraverso quelle prove che possiamo crescere. Pensate al gioco, a come perdiamo soldi in ciò che non ci restituisce la passione che pure ci attrae; e a come invece oggi siamo incapaci di rischiare nelle scelte vere.
Ebbe fame, alla fine i Vangeli legano la questione della scelta a ciò che muove l'uomo davvero, al bisogno di essere nutriti, o meglio amati, per vivere. In questa società bulimica, dove i disturbi alimentari si evidenziano sempre più come una messa in discussione di un sistema relazionale che non dà risposte al grido delle persone che domandano riconoscimento, il Vangelo viene a dire che non di solo pane vivrà l'uomo, ma di Parola.
E se si vive di relazione e non di cose, allora ecco Gesù che passa in Galilea, l'ultima delle situazioni che fanno da habitat agli umani, la periferia davvero non considerata. e là invece trova risonanza per poter dire la sua novità: che il Regno è vicino, che è possibile la conversione. Ossia proprio l'inverso delle tentazioni: quando crediamo che Dio non ci sia, laddove ci sentiamo abbandonati, nel mentre pensiamo di non poter mai cambiare davvero. Noi che siamo i peggiori giudici di noi stessi, ed il Maestro viene a dirci: la Pasqua esiste, ricomincia ancora, c'è una Vita nuova.
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PAROLA DI VANGELO ANNO 2021
Meditazione
di don Gianni Righetti


STESE LA MANO (parola di vangelo)

Un martedì grasso senza maschere, e domani comunque saremo chiamati a toglierle, per non essere come gli 'ipocrites' quelli che facevano gli attori. Dietro il velo ci nascondiamo, ma se invece fossimo accoglienti, questo tempo sarebbe davvero kairos, opportunità e non solo incertezza.
Gesù che tocca il lebbroso è Maestro di Francesco, che invece lo temeva e se lo trova dinanzi, proprio quando decide di seguire Gesù. Il contatto è sanante, perchè fa 'arrivare' gli uni agli altri, laddove invece ci sono barriere la vita non scorre, ristagna. E' chiaro che ad essere terapeutico non è solo tanto il gesto fisico, ma il 'movimento' interiore ed empatico che mette nei panni dell'altro. Questa estensione del sè che fa da ponte all'altro, di modo che lo riconosciamo 'simile' a noi, oggi non è più come prima, non perchè non ci tocchiamo, ma perchè l'altro è percepito come contro-parte, non più come compagno di strada.
'Una comunità umana sana si fonda invece su individui disposti ad accettare l' 'angoscia della libertà'. Libertà che è rinuncia alla soddisfazione individuale ed immediata della pulsione, è limite al godimento che prescinde dagli altri. Una condizione questa, che è mancata nella stagione dell'irresponsabilità e dell'accumulazione del debito sociale, prodotto di una cultura che a parole si è definita solidale, ma coperta dal velo dell'ideologia ha preteso invece di scaricare sugli altri i costi del proprio benessere' (M.Recalcati, La tentazione del muro).
Restrizioni, obblighi, sanzioni: lo 'stato di pandemia' può innescare reazioni irrazionali, o si vive nella paura assillante del contagio, o per inverso nell'indifferenza e nella sottovalutazione irresponsabile della realtà. Forse soprattutto siamo chiamati a non giudicare l'altro da lontano, da 'fuori', ma come fece Gesù a metterci noi fuori, per condividere la sua condizione e scoprire che non siamo diversi, anche se c'è la lebbra.
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PAROLA DI VANGELO ANNO 2021
Meditazione
di don Gianni Righetti


IN-FLU-TOK (parola di vangelo)


Insegnava con autorità. Lo chiamavano Maestro, forse ora direbbero influencer. La Ferragni ha milioni di followers, Gesù pochi discepoli. A lei basta un post, io non riesco a convincere nemmeno mia cugina. Quali condizioni domandiamo, perchè sia riconosciuta l'autorità che ci può cambiare? In una stagione in cui ormai, quando parli di conversione, ti riferisci solo al passaggio dei files da word in pdf, sarebbe bello interrogarci su cosa influenza i nostri atteggiamenti: la figura che possiamo fare? il fatto che è meglio che nessuno s'accorga di cosa ci muove? siamo influenzati, ma da altri non dal virus.
Invece la suocera di Pietro, sollevata da Lui che la prende per mano, passa a servire, si mette in movimento. Paradossalmente, la salvezza viene proprio da quel contatto che oggi è pericolo. Nessuno è più compagno di strada, solo attenti ad evitarsi più che all'incontro. Ci guardiamo a vicenda come a chi sta dall'altra parte, presi ciascuno solo dal proprio attivismo.
Noi siamo le relazioni che viviamo, ma stiamo diventando stranieri a noi stessi. Non ammettiamo magari il nostro allontanarci, vergognosi dell'incoerenza che manifesta, ma viviamo il dramma tensivo della negoziazione tra le parti diverse del nostro sè. Passiamo da tentativi adattivi che non ci contaminino, alla pura recita funzionale di ruoli di facciata, senza più speranza di cambiare mappe mentali nelle quali non c'è speranza di compassione, non c'è lo sguardo che salva.
A salvarci da un destino di deriva, non può essere altro che la parola profetica della fraternità umana: non è bene che l'uomo sia solo, gli voglio fare un aiuto che gli sia simile. E la volontà di essere ancora ponte di narrazione del proprio sè.
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Meditazione
di don Gianni Righetti

Aprirò NEL DESERTO una strada (Parola di Vangelo)

'Ecco faccio una cosa nuova, proprio ora germoglia, non ve ne accorgete? Aprirò NEL DESERTO una strada' (Isaia 43).
'Il covid ha scavato nelle anime, l'uomo non è invincibile come pensava. Facciamo passi incerti, la cifra è il provvisorio. c'è una urgente richiesta di potersi scambiare racconti, dare nome a quel che accade come Adamo alle cose. Che fede è la nostra, se non desidera più? Ma allora desiderare è sperare ancora, accettare apocalissi, scoprendo che possono essere spazi di senso. Non più la parrocchia che dà forma alla vita, ma la vita che dà nuova forma alla parrocchia, che ne ridefinisce la pastorale sulla base di esigenze diverse, non del 's'è sempre fatto così'. Dobbiamo liberarci dall'ansia dei grandi numeri e del fare, lavorare ad una rifondazione della pastorale che ne faccia una nuova rete di alleanze' (servizio nazionale di pastorale giovanile)

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PAROLA DI VANGELO ANNO 2021
Meditazione
di don Gianni Righetti

NUOVI ORIZZONTI (parola di vangelo)

Il Messia è già venuto, o deve ancora tornare? Possiamo dire che il Regno è già in mezzo a noi, ma non ancora compiuto in pienezza. Questo fa si che nella stagione del provvisorio, come è quella del covid, manchi chi ti indica qual'è l'orizzonte che ci sta dinanzi, per il quale è bene spendersi pure con fatica. e se non sai la ragione per la quale vale la pena che la vita costi, ti trascini.
Il prete chiede: volete voi unirvi per tutta la vita, nella buona e nella cattiva sorte, e amarvi e onorarvi? E lei risponde: non si potrebbe fare intanto per un mese? così magari proviamo, poi si vedrà. La crisi dell'appartenenza ('voi siete di Cristo', Paolo ai corinzi) è la cifra di questo tempo: distanza sociale, 30 per cento di richieste di separazioni in più; serve un vaccino per l'anima, perchè ci sia almeno una dose di bontà in circolo, perchè non siamo solo ruoli cui basta tributare un saluto ma ci riconosciamo persone, e possiamo fermarci dinanzi all'altro dandogli tempo.
Pensiamo che la nostra realizzazione stia nell'essere indipendenti da, non sentiamo più tanto la voglia di stare con. Si fa qualcosa per gli altri o per Dio, come se bastasse dargli un angoletto nell'edificio del nostro esistere. Noi immersi nelle nostre bolle, il Maestro che 'passa' lungo il mare di Galilea.
Tutto si gioca sulla conversione, che non è tanto quella etica dal fare roba, ma è un modo diverso di vedere le cose, ed è la pre-condizione per poter consegnarsi: convertitevi, e (allora) credete. Cambiare prospettiva significa non fermarsi alle realtà penultime, mi sposo non mi sposo, ma riuscire a pensare nella visuale del mondo futuro. Allora comprendo che non sono io che devo dare un po' di spazio nella mia giornata a Gesù, ma è Lui che mi ha fatto parte della sua mission, perchè la verità è che siamo stati scelti. Lui chiama, e se lo fa allora non siamo inadeguati.
Il tempo ormai si è fatto breve, ovvero occorre come discepoli essere pronti a lasciare le reti. Ossia ad essere docili dinanzi all'imprevisto, non fissi solo a continuare come era. Pronti ad avere fiducia anche se ci attende l'inedito, perchè non siamo soli.
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PAROLA DI VANGELO ANNO 2021
Meditazione
di don Gianni Righetti

UNO NESSUNO CENTOMILA (parole di vangelo)


Il nome definisce la persona, in alcune culture esprime pure la mission che assolvi. Dinanzi ad un ordine sparso dove ognuno faceva quel che voleva, Giovanni indica Gesù e lo chiama AGNELLO. Viene il Messia, l'atteso, e non è il leone da esporre, è mite. Colui che toglie il peccato del mondo. Toglie: al presente, come un'azione che continua; ce ne saranno altri di peccati, l'uomo non smette di farlo, ma grazie a Lui non siamo più schiavi, non siamo ancora sotto il peso, ci libera. Il peccato del mondo: non 'i' peccati, le piccole e grandi mancanze che non sono in fondo il problema, ma quel 'fondo' di male che riscopriamo in noi stessi.
Maestro dove abiti? E quel giorno rimasero con Lui. Tutto si gioca sul fatto che ci sia una DIMORA. Non un luogo fisico di quattro mura, ma una consuetudine condivisa, un'intimità partecipata. Cosa significa essere escluso, non essere parte della festa perchè non sei di casa? Quanti sono oggi quelli che vivono questo isolamento, che non sono invitati al banchetto della vita, perchè non c'è posto, perchè sono altri. E come è provocatorio che ci sia chi ha il coraggio di schierarsi, chi non ci sta a lasciarti fuori, chi invece di stare tra i legittimi preferisce gli ultimi.
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PAROLA DI VANGELO ANNO 2021
Meditazione
di don Gianni Righetti

FULL IMMERSION (parola di vangelo)

'Buongiorno ragazzi. com'è l'acquà. I 2 giovani pesci continuano a nuotare per un pò, e po uno dei 2 guarda l'altro e gli chiede: 'Ma cosa diavolo è l'acqua?'
Questa fiaba di David Foster Wallace è per chiedere: come mai il battesimo di Gesù nel fiume Giordano è così significativo, da considerarlo il momento vocazionale (una voce si udi) dell'uomo Gesù, 'inizio' del vangelo di Gesù, della sua mission rivelativa pure a se stesso, nuova nascita? Se le nostre opere sono espressive del mistero di noi, perchè ci immergiamo?
Eravamo ai Re magi, che 'per un'altra strada' fecero ritorno, non ci sono più strade nostre, ma l'uomo comunque è cammino. E così arriviamo a Bet-abarah, al confine tra il deserto giordano e la Terra promessa. Là secoli prima Giosuè aveva introdotto il popolo eletto nel paese 'dove scorre latte e miele'. Là Gesù ora fa entrare l'umanità nella vita nuova del Regno, in Dio.
Dicono i geologi che quel sito, 400 metri sotto il livello del mare nella depressione della valle del Giordano, a poca distanza da the Dead Sea il Mare morto, quell'abisso arido è il punto più basso della terra. Questo è il senso del battesimo di Gesù al Giordano: Dio scende (Kenosis) sino in fondo, sceglie di iniziare da là, dal basso, non viene come Robocop dall'alto.
E nel deep space fa comprendere all'uomo che nemmeno là Dio lo abbandonerà mai,  nella notte della Pasqua scenderà negli inferi a dire persino ai morti 'uscite', e a Lazzaro nel sepolcro griderà 'vieni fuori'. Non c'è caduta in basso, condizione che ci prostra a terra, nella quale non venga il Salvatore a farci ri-partire. Letteralmente il racconto dice che Gesù 'risale' dal profondo, verso quei Cieli che ora sono squarciati, non più chiusi ad una speranza.
Dio non resta lontano dall'uomo, va anche à dov'è la morte ed il limite, davvero come ha capito l'apostolo Dio non fa preferenze di persone, nessuno è impuro ai suoi occhi. Ma allora dovremmo dirci che il volto di Dio è una sorpresa: non è il giudice che pensavamo, non salva stando sopra vittorioso, ma entra nella nostra povertà e la condivide, decide di spendersi con noi e di offrire se stesso. Gli altri volti di Dio, sono solo .. maschere.
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PAROLA DI VANGELO ANNO 2021
Meditazione
di don Gianni Righetti


IL POTERE DI DIVENTARE (parola di vangelo)

IV parole del prologo del vangelo di Giovanni, per dire Natale. La prima è la più conosciuta, al versetto 14, una sorta di proto-vangelo: 'o logos SARX egeneto', la Parola 'divenne' carne. Dio che è l'Essere (Io sono colui che sono) 'cambia' e si fa uomo. pure noi siamo chiamati a fare questo, non solo resilienti come ci ha insegnato il covid, ma RI-NASCENTI, chiamati a con-formarci ai sentimenti che furono in Cristo Gesù, per divenire partecipi di una vita la Sua, e divenire Dio per adozione.
La II parola è ARKè: 'in principio era il Verbo'. Richiama le stesse parole con cui inizia la Scrittura nel libro della Genesi: 'in principio Dio creò il cielo e la terra'. C'è una ragione a cui tutto fa riferimento, la vicenda terrena è un processo che comincia e arriverà a compimento, siamo 'in cammino'.
'Per mezzo di lui' è la III parola: dice che la vita di Gesù è stata una vita spesa nel servizio, per gli altri. Ci fa capire che non c'è vita, e che non si può credere, se non per mezzo di un A-altro che ci fa andare avanti e ci dà fede, e così noi ad altri.
L'ultima parola è 'IL POTERE DI DIVENTARE'. Lo dice degli uomini che non da volere di carne, ma 'da Dio sono stati generati'. Sta dicendo che si può dare vita in due modi: o nella carne, o nello Spirito. E che non basta dare vita nel corpo, ma è più profondo dare vita all'Anima. Quanto potremmo essere più generativi oggi, se fossimo capaci di far DIVENIRE le persone, renderle A-altro da sè, figli di Dio ossia eredi di Vita nuova.
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